Acropolis

Tempio del futuro perduto

Un gruppo di studenti e artisti di provenienza e formazione internazionale, hanno trovato e si sono fatti carico di un luogo dimenticato e in abbandono, nel centro di Milano, formato da un giardino e un capannone industriale del 900 e che fanno parte della Fabbrica del Vapore; luogo deputato alla produzione culturale giovanile ma che fatica a raggiungere lo scopo a cui era destinato per la mancanza di fondi. Attorno a questa iniziativa si è subito formato un nuovo movimento che intende raccogliere e rappresentare diverse esperienze della produzione culturale internazionale. Dall'inizio dell'anno questo luogo comincia ad essere un punto di riferimento e di incontro, trasformando l'abbandono in risorsa, inizialmente solo illuminandolo con le candele e poi con un duro lavoro di recupero. Persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni che nel passato hanno partecipato a progetti, sperimentazioni, bandi e manifestazioni temporanee, sempre con lo spirito di collaborazione con le istituzioni; esausti dalle difficoltà burocratiche e dalla scarsa attenzione della politica rispetto al supporto alle nuove generazioni, si sono dati da fare autonomamente. Tutto comincia alla fine di Dicembre, fa freddo e ci sono 3 gradi, l’edificio è senza porte o finestre, per questo non c’è stata alcuna effrazione; all’inizio si pensavano di dormire dentro a delle tende da campeggio montate nel giardino, ben presto la realtà del clima e delle intemperie impongono di realizzare uno spazio dormitorio termo-isolato. Dalla mattina del 1 Gennaio partono i lavori di ristrutturazione: viene sanificata l’area da rifiuti e siringhe in abbondanza, vengono ripristinate fognatura e sanitari, l’impianto elettrico che era stato rubato viene sostituito da uno nuovo, le imponenti finestre da 5 metri per 2.5, anche esse precedentemente rubate, vengono sostituite da pannellature fonoassorbenti e lavori artigianali di mastri vetrai, vengono montate porte e infissi a norma e certificati, nuova illuminazione e tutte le attrezzature per la creazione di laboratori e residenze artistiche, spazi espositivi e dedicati alle arti digitali, alla danza contemporanea e ad eventi. Il tutto rispondente con le normative vigenti dimostrando così il nostro knowhow, consapevolezza e buon senso. Dopo aver trasformato l’edificio, si è passati al ripristino del giardino: 1500 metri quadri vengono puliti, vengono scoperti e ripuliti frammenti di sculture che probabilmente derivano da monumenti funebri del Cimitero Monumentale, fino ad ora celati, viene sfamata la comunità felina residente da oltre trent’anni; il giardino viene poi intitolato a Federico Aldrovandi, ragazzo a cui è stato rubato il futuro, come recita la targa posta all’ingresso. Rianimata la struttura cominciano le attività: scuola di italiano gratuita per la comunità cinese del quartiere e per chiunque ne avesse bisogno, raccolta indumenti usati, assegnazione di spazi temporanei gratuiti a collettivi di artisti, creazione di una mediateca sociale aperta alla cittadinanza, incubazione di progetti culturali indipendenti, performance artistiche; tutto questo in un mese. Per scoprire cosa succederà dopo? www.tempiodelfuturo.org Nota bene: al Tempio del Futuro Perduto non sono benvenuti: razzisti, omofobi, violenti e idioti.